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Permacultura & OSPITALITA': come in Cielo così in Terra?

L'ospitalità in permacultura è cartina-tornasole della propria ETICA SEGRETA: per i bioliberisti l'ospite deve pagare (e soffrire se non paga), ma per te?

tratto dal libro
    PO LOTTERIE
M.P.B.M
Teta

Raccolta-fondi per l'acquisto di un essiccatore domestico da assegnare il 30 gennaio 2024 tramite VOTAZIONE ONLINE ad una delle seguenti COMUNITA' ECOLOGICHE

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NOTA BENE ► Non premiamo biofeudatari privati ma ASSOCIAZIONI PROPRIETARIE DI TERRA con STATUTO DEMOCRATICO che praticano la OFFERTA LIBERA ed il DIVIETO DI LUCRO sui bisognosi di conforto, luce e sapere.

di A. Francesco Papa

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E’ verosimile credere che in paradiso l’ospitalità non si vende e non si compra.
E’ altrettanto verosimile credere che prima o poi il paradiso allargherà i suoi confini e cadrà sulla terra come neve in autunno.
E come la neve nasconde ogni passo furtivo, così nasconderà i passi sbagliati della permacultura urbana, fra cui quello di offrire ricetto a pagamento!

Non è semplice non sentire il gelo che offre questo tipo di “ospitalità”.
Noi lo abbiamo avvertito, e perciò abbiamo imparato a distinguere la Ospitalità Alberghiera dalla Ospitalità Organica, ciò che è una conquista intellettuale poco onorevole per l’umanità, giacché se è stato necessario sottolineare e persino spiegare del tutto puntigliosamente a convinte turbe di gente, le naturalissime differenze tra i 2 concetti, ciò vuol dire che quel che un tempo era considerato un valore SACRO, ovvio e popolare, è sparito dalla terra anch’esso come la neve: senza fare rumore.

Ma quel che è più grave, è che gradatamente sparisce nei casi più riusciti di permacultura - ove l’alloggio è divenuto troppo confortevole e troppo prezioso per non giustificare uno scintillante pagamento in euro, il benchè minimo scrupolo di coscienza allorquando a wwofer e permacultori girovaghi (nullatenenti ma non nullafacenti) viene offerta solo una tenda da campeggio e la ciotola colma di erbaggio spontaneo a mò di ricetto.

In effetti, il medioevo è passato da un pezzo, fra i paesi del primo mondo non ci sono più balordi per le strade pronti a violentare solitarie donzelle che si recano al pozzo sotto la luna; lupi e licantropi si sono estinti; tutti hanno ormai un lavoro, una famiglia, il cibo e l’acqua calda in casa, e perciò...

«...Se vuoi cambiare casa per qualche giorno… perché mai non dovresti pagare?».

L’inferenza è corretta, tuttavia, si applica più opportunamente a tutti quelli che si sono meglio adattati alle prodigiose virtù del City System, e fra costoro non possiamo annoverare del tutto sinceramente gli appassionati di permacultura, fra i quali corre una voce...

 

Se sei adatto ad una cosa sbagliata
...non sei sbagliato anche tu?

 

La permacultura organica NON è un progetto di permacultura urbana nè anarchica nè selvatica.
E' il momento di dirci una cosa seria: noi avanguardia della permacultura siamo generosamente chiamati ad occuparci "degli altri", ma NON di quelli che “ce l’hanno fatta”, ma proprio "degli altri", dai metropolitani apostrofati “morti di fame”, i quali sono i medesimi che sulle onde de “La Libertà” o della "Autenticità", si sono autosottoposti al licenziamento, la disoccupazione.

Oh, quanti risplendenti uomini incastrati nelle note di un pifferaio celeste, hanno infine scelto l’infelice esito del vagabondo-su-camper! E con tanto di moglie ed affamati piccoli a seguito!

Noi, in permacultura ORGANICA, siamo stati vocati ad occuparci proprio di quest’ultimi, giacchè qualcuno in scienza e coscienza doveva pur farlo... Sono infatti essi soltanto dei "peccatori"? Meritano le nostre cure, il nostro tempo? E' sbagliato che costoro cerchino una "organizzazone sociale parallela", un City System organicamente diverso? Come Liberi Artisti, quindi "pazzi", essi vanno dunque transitando da una regione all’altra del mondo a bordo del loro camper, e sovente cercano “ospitalità”.

La permacultura popolare e del noviziato verde tende a guardare tali eccentrici epiloghi come portenti di grazia generati in un rispettabilissimo momento di illuminazione sovrana, perché “scorri come l’acqua” è uno dei motti più virali della permacultura “interiore”, oltre che delle filosofie sciamaniche, dal Buddha a Gandhi. E tuttavia, tale forma di permacultura resterà incantata a guardare le stelle soltanto un momento; dopo un po', anch’ella chiederà il conto, letteralmente, perchè in permacultura corre una voce...
 

Ottieni una Resa1

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Mi spiace, al momento nessuna buona comunità ecologica ha richiesto uno spazio promozionale qui.

Praticare alla povera umanità itinerante la Originaria Sacralità della Ospitalità, che era gratuita, è a tutti gli effetti un pessimo affare economico.
Essa sottopone l’hoster agreste ad almeno 2 stress:

 

Il primo:Oh tu ospite miserabile, ciò che mangi e che io ti do da mangiare... forse che non costa? Verrà forse il tuo padrone a rifondarmi delle spese sostenute per te?” (cfr. Luca 10, 25-37).

Il secondo: Oh tu misterioso uomo che giungi a noi da bisunti lontani anfratti, come posso esser certo che non offenderai con inopportuni insegnamenti i miei figli che siederanno a tavola con te, e con pidocchi i nostri letti?”.

 

Al sorgere di tali mostruosi spettri, ogni hoster pur nobilitato dagli altissimi propositi umanitari della permacultura militante (come del più anziano cristianesimo), si richiude in se stesso, e se “ospitalità” ha da fare, lo farà per lavoro! ovvero per denaro che è unica, vera, degna consolazione per un disturbo ‘si totale e profondo.
Vorremmo allora contrapporre agli abietti ragionamenti di cui sopra, 2 angeli:

 

Il primo: dove c’è terra, c’è la possibilità di lavorarla. Dove c’è un artigiano e un laboratorio artigianale, c’è la possibilità di lavorare in quel laboratorio presso quell'artigiano, ovvero di ripagare organicamente l’ospitalità, la quale possibilità non esiste in un comune appartamento in città.

Il secondo: la carità, se è tale, non può non implicare qualche sacrificio personale, altrimenti non si chiamerebbe “carità” ma “divertimento”!
La Vera Carità è invero un “lavoro”.

Tuttavia, una intelligente perma-cultura p sempre offrirci vie terze per ridurre il peso di tale lavoro sul cuore e le membra della struttura ospitante.
Se, infatti, l’ospite venisse prelevato da altri circuiti -
magari suggerito da amici affidabili (ad es. volontari di associazioni che già operano nel sociale), esso non sarà “il primo che capita”, il primo immigrato che sbarca da un paese in rovina. Potrà essere pre-lavato e pre-disinfettato. Se poi gli si assegna una propria stanza con un proprio bagno, eventuali sconcezze rimarranno confinate in quella stanza e non salteranno ribelli nel nostro letto. In una casa opportunamente attrezzata per una organica forma di ospitalità (ad es. un
C.E.R.E.L), i pre-esistenti ritmi di vita familiare e comunitaria come la igiene personale di tutti, resteranno nel complesso indisturbati.

 

L’Ospitalità un tempo era sacra e non era solo “turistica” o “alberghiera”, perché rifiutandoti di ospitare un girovago mettevi in forse il valore più sacro di tutti: la sua stessa vita.
Rimosso in Occidente tale pericolo grazie alle prodezze tecnologiche del City System, l’ospitalità può qui farsi TUTTA A PAGAMENTO, eppure una ospitalità offerta a pagamento mette in forse un valore ugualmente sacro: la Carità Fraterna, l’Amore Reale, disinteressato ed incondizionato, sinceramente demonetizzato, da cui dovrebbe spicare qualsiasi forma di permacultura interiore.

Togliete questo, e fredda come la neve cadrà dall’alto permacultura soltanto URBANA.

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colomba
La colomba della pace vola di sito in sito. Aiutiamola a farle fare il giro del mondo portandola anche nel nostro spazio web! Questa è arrivata qui MERCOLEDI' 15 MARZO 2017, alle ore 14:57 da www.toscanafantasy.com
NOTE A PIE' DI PAGINA

1 Così traducono alcuni permacultori professionisti, l’originale principio holmgreniano “Ottieni un Raccolto”. Dove c’è una resa c’è un profitto, e pertanto, se non ti “ap-profitti” di alcune situazioni, secondo codesti esperti, non farai permacultura a livello alto e professionale!
Ma la parola “raccolto” è in realtà migliore ai nostri fini, ed andrebbe tenacemente conservata nella traduzione del Primo Principio della Permacultura Holmegreniana, perché denota sempre qualcosa di più o meno concreto - intendendo con ciò che anche quando fai volontariato, dovresti mirare alla produzione ed al prodotto come esito dello sforzo singolo o di gruppo; mentre la parola “resa” è più "volgare", unta di neocapitalismo giacchè denota un raccolto che può benissimo essere anche solo puramente economico, finanziario, lucrativo, frutto di abili calcoli di mercato.
“Ottieni una Resa”, pertanto, è la traduzione della permacultura più adatta ad un ambiente culturale spurio, figlio dell'ecoliberismo, come segnale di quella piccola, apparentemente circostritta marcescenza che nel profondo della cesta, già in sede scolastica, comincerà ad infettare tutte le altre mele.