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Permacultura & Relazioni: L'Elemento di Disomogeneità

A che serve un corso di permacultura interiore? Ed uno di permacultura sociale? In realtà servono finchè non si è ancora trovato il PROPRIO gruppo sociale!

tratto dal libro
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M.P.B.M
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di A. Francesco Papa

circle

All'interno di un gruppo, l'elemento di disomogeneità stride, disturba, ferisce.
Chi? Quelli dentro il gruppo, però non qualcuno che si trova fuori dal gruppo.
Come mai?
Se il gruppo si chiama "gruppo", un motivo deve esserci stato, e questo motivo è in genere un certo tipo di OMOGENEITÀ culturale, emotiva o spirituale, il cui "criterio di crescita e valutazione" (il collante sociale) è di solito secreto da 1 soggetto (molto potente), o da due o tre in trigono (i "fondatori").
E tuttavia... ora si litiga!
La permacultura interiore allora drizza le orecchie, si scopre il petto e vola in aiuto di costoro.
Cosa dirà?

 

Siate tutti più buoni, ascoltatevi vicendevolmente in cerchio, pagate responsabilmente una parcella all'insegnante che si sta mettendo appresso a voi ascoltandovi uno ad uno, risolvete i vostri conflitti inconsci e STATE UNITI!

 

Per certa permacultura e certi permacultori, infatti, ogni conflitto esteriore è in realtà interiore, esso è una "maschera" che in quanto tale "non esiste", esistono solo "questioni psicologiche non risolte" che se 2 e neppure 3 cerchi di mutuo-ascolto placano, l'opportuno laicissimo "rituale del benessere" infine certamente assopirà in un letto di fiordalisi [puoi anche comprare un pacchetto di trattamenti reiki sconto famiglia e disoccupati].

La tendenza complessiva è dunque quella di far emergere la permacultura "sociale" direttamente da quella "interiore", come una balena che nel mare affiora e sparisce nelle profonde acque della vita.
Questo approccio è lasso ed insoddisfacente.
Come al solito, proviamo a dire qualcosa di più vigoroso e preciso.

 

Il corso sulla comunicazione non violenta - frequente come il prezzemolo accanto tutti i corsi di permacultura - può essere utile come un corso d'arte ai ciechi.

 

In altri casi funziona, ma più come esperienza di condivisione e di amicizia "collettiva" che per il valore del contenuto in sè! In effetti, leggere in solitaria un manuale zen, è ben diverso dal condividerlo con altri in un loft in aperta campagna durante un weekend in fraterna autogestione! L'esperienza di condivisione sociale è sempre più esaltante di una privata, è più incisiva! Se congiunta ad un contenuto (predica o conferenza) di grande spessore morale, diventa indimenticabile in quanto è come se un angelo atterrasse nella materia in un preciso punto della propria storia personale, sicché in quel punto - andando indietro con la memoria - resterà ben poco del vecchio, solito, noioso me. L'esperienza viene solitamente salutata come "guarigione" o "esperienza di cambiamento spirituale".
L'oppiaceo, allora, durante questi ritiri o corsi di permacultura interiore non è "dio" ma un "noi" finalmente scoperto, assaporato. Il balsamo curativo apportato non è tanto interiore, quanto esteriore, cioè sociale! Da qui quella permacultura psicologica che si "fonde e confonde" con la permacultura sociologica.

 

Se ti senti socialmente più vicino all'altro, ovvio che vorrai urlargli meno in faccia: le hai viste bene le sue orecchie accanto le tue!

 

Ma tutto questo richiede una equipe che si faccia la testa come un pallone per risolvere  gli squilibri e le sempre molte, naturali ottusità dei litigiosi clienti.
Proviamo invece a risolvere il problema in maniera più organica... gratuitamente e ALLA RADICE.

 

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La radice del problema, dicevamo all'inizio, è quella DISOMOGENEITA' che è scandalo in un gruppo ma non in un altro gruppo! Il vero quesito allora è:
 

Perché devi rimanere a tutti i costi in quel gruppo, in quella rete? Perché vuoi diventare più "interiore", più meditativo, più calmo, dolce e intelligente... perché sei disposto persino a SNATURARTI per conquistarti l'amore o almeno il rispetto di quelle persone e di quel gruppo di persone?

 

Analizziamo i diversi possibili scenari.
"Quelle persone" è il tuo datore di lavoro. Ora non ti interessa proprio lui come persona, come anima, ma lo stipendio che ti dà, quindi si, in questo caso un corso di addestramento alla stoica sopportazione del dolore e alla repressione degli istinti comunicativi più violenti, può valere tutto il prezzo che paghi.

"Quelle persone" è la tua famiglia (di sangue). Non è bello urlare in faccia a tua madre o tuo padre, quindi si, anche in questo caso può essere utile pagare un prezzo per imparare a sorridere pure a costoro.

"Quelle persone" è il tuo ecovillaggio. In questo caso no, non dovresti pagare un corso di permacultura interiore/sociale per imparare a sorridere più facilmente!
Se nelle strutture della cultura occidentale (scuola, chiesa, lavoro) ti educano a reprimerti, non dovrebbe essere così in un ecovillaggio! La permacultura insegna questo?
Cerchiamo di salvare capra e cavoli: L'ELEMENTO DI DISOMOGENEITÀ NON È UN GUAIO MA UN SEGNO DIVINO, è il segnale che è venuta l'ora di fondare un altro ecovillaggio, un ecovillaggio con fondamenta (fondatori) diversi, una nuova famiglia rurale, più simile a te, che ti vuole bene davvero cioè senza troppi sforzi/corsi. Una stima, un affetto, una tolleranza o comprensione naturale, immediata, è molto diversa da una stima conquistata a forza di ottime prestazioni, parole, dimostrazioni e ragionamenti. In quest'ultimo caso potresti non uscire mai dalla spirale e alla fine non "meritare" nulla dinanzi a costoro proprio come il primo giorno!

 

Separarsi è triste ma talvolta necessario

 

Forza l'unione se dallo stare insieme ricavi più vantaggi degli svantaggi che avresti allontanandoti. In questo caso paga, investi e snaturati ogni giorno. Ma se cerchi una "casa" che non sia solo mattoni impilati bensì una vera e propria famiglia, perché restare aggrappati a un sogno?
Certo, se non si hanno soldi per comprare nuove terre e appartamenti con cui gettare l'amo, restatene tranquillo nella solita tana, facendo nel frattempo tanti corsi di galateo, ma non scordare mai che in permacultura l'elemento di disomogeneità quale tu sei, è una ricchezza, ed è il POSSIBILE SEME DI UN ALTRO MONDO. Se non hai terra dove piantarlo, non gettarlo ma tienilo in bustina! È un seme raro!
Non è precisamente colpa tua se "il collante" della comunità da te corteggiata, cioè i fondatori, alla fine abbiano esibito un gusto personalissimo per un personalissimo criterio di adesione e crescita del gruppo; si sono rivelati come persone semplicissime (diverse da te) e non come Gesù Cristo che per "statuto" deve amare ed accogliere in egualissima maniera TUTTI!

 

I fondatori di un ecovillaggio, di un'associazione filantropica o di un partito, sono o dovrebbero essere una copia di Gesù Cristo?

 

Poichè mantengono in ogni caso la loro personalità, assorbiranno ed aiuteranno CHI A LORO PIACE, e non te.
Quindi... sei "disomogeneo", ti senti strano, diverso? Ti incazzi per robe che ai più non è dato capire?
Non farti un corso, fatti da parte!
Gli "elementi omogenei" che brucano l'erba sereni e felici, del resto, hanno sempre un pastore che li guarda da lontano, e dei poveri cani che lo aiutano, da soli, in disparte.

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