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Permacultura & MUTUO-AIUTI: Ombre

Non sempre dalla permacultura e dai mutuo-aiuti sorgono belle amicizie e (veri e propri) matrimoni. A volte, naturalmente, sorgono incomprensioni. E se ti impunti, veri e propri DIVORZI.

tratto dal libro
    PO LOTTERIE
M.P.B.M
Teta

Raccolta-fondi per l'acquisto di un essiccatore domestico da assegnare il 30 gennaio 2024 tramite VOTAZIONE ONLINE ad una delle seguenti COMUNITA' ECOLOGICHE

0.7%
NOTA BENE ► Non premiamo biofeudatari privati ma ASSOCIAZIONI PROPRIETARIE DI TERRA con STATUTO DEMOCRATICO che praticano la OFFERTA LIBERA ed il DIVIETO DI LUCRO sui bisognosi di conforto, luce e sapere.

di A. Francesco Papa

circle

Ogni persona, ogni gruppo di persone ed ogni iniziativa portata avanti dalle persone, può non avere solo luci, ma anche ombre.
Questo deriva dal fatto che errare humanum est, e se esiste il giorno della vittoria, esiste anche quello della sconfitta; episodi di gioco ed episodi di studio, di festa e di lutto, di gioia e di aridità si alternano senza sosta nella normale vita di un essere umano come di un orto, e bisogna accettarli tutti, purtroppo.

 

«Accetta il feedback»

 

La mia partecipazione alle vicende di mutuo-aiuto è stata tanto serena alla luce del giorno, quando critica al calare del sole. Questo ha offeso molti permacultori, che infine mi hanno informalmente bandito dalla informale associazione di permacultura locale.
Non ne sono esterefatto, ma non ne sono neppure soddisfatto. Non posso esserne “pentito”. I motivi per cui con fare galante mi sono accostato al giovane collo della rete permacultura-sicilia per succhiarne le (poche) gocce di verità quivi poi trasferite, sono stati 4.

  1. Il primo motivo è senza dubbio un certo ancestrale gusto nel portare maestosamente alla luce ciò che troppo spesso suppura nell’ombra, dimenticato da tutti.

  2. Il secondo fu il desiderio di rendere di pubblico dominio, un fare nobile in un periodo in cui il blaterare di “permacultura sociale” è tanto, il confondersi abituale, ed un inconcludente vagabondare fisico e spirituale tra utopiche “isole” e progetti di permacultura, molto.

  3. Il terzo, l’esigenza di dichiarare pubblicamente una differenza strutturale rispetto alla permacultura URBANA e alla “permacultura zen” coi suoi corsi di facilitazione interiore ed esteriore, che non facilitano poi tanto e che oggi non hanno e non possono avere le stesse possibilità di ricaduta sociale di una permacultura RURALE praticata su vera e propria terra!

  4. Il quarto, il bisogno di onorare l’intelligenza che mi sono weilianamente1 costruito negli anni. “Che senso ha la tenga per me solo?”. Vero è che il proprio presumibilmente acuto spirito d’osservazione… è un pericoloso cecchino che può indovinare o fare cilecca, ma il vantaggio di una disamina scritta rispetto ad una orale è che, in ogni caso, agli errori e ai vizi pubblicamente evidenziati sarà data la giusta luce, la stessa necessaria a dileguarne l’ombra del tutto!

 

PO Pubblicità

Mi spiace, al momento nessuna buona comunità ecologica ha richiesto uno spazio promozionale qui.

Sono stato ritenuto “spione” e “stupido” e “cattivo” nei “giudizi” contenuti in questo libro in merito a talune pratiche di permacultura portate avanti da taluni pemacultuori, per i quali i miei “giudizi” furono “affrettati” e “decontestualizzati”. Ma io, pur con tutto il rispetto che devo agli sconosciuti che mi circondano, devo fidarmi di me e di ciò che vivo, ciò per cui non ritratto una virgola, ben sapendo, però, che non sono infallibile come Papa Francesco!
Il risultato della vicenda “mutuo-aiuti 2013-2016 + conclusiva pubblicazione dossier cartaceo”, come anzidetto, mi ha fruttato diversi anatemi e una condanna per “eresia” da parte della prima nicchia siciliana di permacultura, in conseguenza della quale ho dovuto sostituire in questo libro i nomi viventi originari con pseudonimi di vuota portata (“Tupamaro1”, “Tupamaro2”, “Tupamaro3” etc).

Questo mi ha dato modo di riflettere su un’altra proprietà che avevo annusato come caratteristica di certa rete di permacultori, ma di cui non ero ancora certo, e che pertanto avevo sottaciuto:

 

IL PIU VIGOROSO ZELO
PER L’ANONIMATO

 

Come se non avessimo a che fare con prodi guerrieri della cultura verde, ma con criminali!
Essi giustamente diffidano dalla tv e dai social network, preferendo il nascondimento e le piccole lente cose della natura alle grandi e veloci cose della cultura metropolitana, ma di tv, radio, volantini, facebook e blog voi avete bisogno per ottimizzare l’irradiazione di iniziative BUONE come le vostre!
A suo tempo in effetti dovetti talvolta insistere io presso la “cupola” per trasferire nella bacheca pubblica di facebook mediante “post fissato in alto”, se non tutte le discussioni della privata logorroica mailing-list, almeno l’annuncio dell’unico importantissimo mutuo-aiuto mensile… pratico e gratuito!
Il sommo “peccato” per il quale fui crocifisso da codesta primigenia rete di permacultura sociale applicata, fu quello di aver pubblicato in questo libro i NOMI2 (giammai i cognomi!) senza chiedere antecedentemente il permesso a nessuno dei personaggi coinvolti nel processo “mutuo-aiuti”.
Pensavo fosse amore, ed invece era un calesse.
Credevo fosse il sole, ed invece era soltanto una piccola, arida luna.
Di conseguenza - pena processi davanti alle streghe (e alla corte suprema della magistratura), l’emorraggia di nomi reali da questo libro (eccetto quelli dei disallineati rispetto alla posizione “ufficiale” del gruppo).
Ciò non ha danneggiato i contenuti del lavoro, che scorrono ugualmente rapidi, intacca però la mia residua fiducia nel buon senso di tal rete di permacultori, svelandone un ulteriore tassello.

 

La guerra fra poveri
è pure qui

 

Ho la faccia di un ufficio del Comune, di un sindaco, di una multinazionale? Sono forse una entità vaga, indistinta ed irraggiungibile come La Mafia o Il Vaticano?”.
Sono stato per 2 anni in mezzo a voi, conoscete il mio non bellissimo volto e la mia non forzutissima natura, ma soprattutto, conoscete il mio profilo facebook, indirizzo di posta e numero di telefono. Potevate contattarmi in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo! Ma avete scelto di mandarmi un avviso email di querela da uno studio d’avvocatura.

Una diffida, è appunto una diffida!
Prima della diffida, logicamente, vengono i rimproveri amichevoli, poi gli aspri richiami, ed infine, se tutto questo non ha ancora funzionato, la conclusiva lettera dell’avvocato, un abbozzo della quale mi avete spedito senza passare per le naturali fasi precedenti.
Ora è chiaro che queste missive da cultori del tribunale sono un esercizio di potenza poco più che teatrale, giacché…


Una “rete” è tale perché NON E’ UNA ASSOCIAZIONE FORMALE. In quanto informale... NON PUO’ AVERE RAPPRESENTANTI LEGALI!


Nessuna disposizione firmata “A Nome della Rete” potrà mai rappresentare legalmente tutti!
Ringraziando Dio, pur prendendo parte a una “rete” ognuno continua a pensare con la propria testa e ad essere responsabile solo per se stesso, ciò che è l’esatto leitmotiv che più e più volte ebbi modo di udire quando, all’inizio di questa storia siciliana di permacultura, contrariamente alla mia opinione non si volle costituire associazione regolarmente iscritta all’anagrafe del prefetto!
Ritrattate dunque la scelta fatta?
Penso proprio di no. Capisco senz’altro il fine dell’istanza di querela, tuttavia, potevate palesare il medesimo identico malumore confidenzialmente, senza utilizzare quel peraltro malmesso gergo giurisprudenziale!
La permacultura non celebra la spontaneità dei rapporti, il dialogo, l’umanità, l’ascolto, la tenerezza? Che c’entra tutto questo con uno stolido avvocato?
La citazione dei vostri nomi nel mio ebook non vi sta bene?
Beh, invece di rivolgervi ad un avvocato per ottenere giustizia, rivolgetevi a me, prima!
Stolti!
Dovevate scrivermi una email (ma informale, cortesemente, conformemente al vostro sentimento e ai vostri obiettivi di natura precipuamente anarchica ed informale), oppure mandarmi un messaggio su facebook o su whatsapp con l’elenco dei nomi che desideravate io rimuovessi dal testo. E sapete cosa sarebbe accaduto?
Li avrei rimossi!


Ho la faccia di un ufficio del Comune, di un sindaco, di una multinazionale? Sono forse una entità vaga, indistinta ed irraggiungibile come La Mafia o Il Vaticano?


Se credete alla buona e genuina anarchia dell’esistere, dimostratelo, dopo averlo tanto predicato!
Io stesso non ero persuaso né dell’una posizione – la irregemetazione dei migliori rapporti umani in una valida struttura legale, né dell’altra – il totale affrancamento da tale irregimentazione, ma se poi con la pratica dimostrate di non credervi davvero neppure voi… perché ora, infine, se ne dovrebbero convincere altri?
Da qui dunque l’ultimo “giudizio”:

 

Per ogni buona associazione di uomini,
prendere forma e statuto giuridico
è cosa buona e giusta.

 

Voi stessi siete ben consapevoli che in caso di problemi… la legge aiuta sempre, come scudo e come manganello! Quello che volevate brandire sopra di me.
Cari compagni d’avventura, la mente mente, e se le parole ci dividono, l'azione può unirci.
Non prendete quest’ennesima mia dura critica come immotivata, il fine verso cui voglio infine andare a parare è lontano ed è sempre quello...

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colomba
La colomba della pace vola di sito in sito. Aiutiamola a farle fare il giro del mondo portandola anche nel nostro spazio web! Questa è arrivata qui MERCOLEDI' 15 MARZO 2017, alle ore 14:57 da www.toscanafantasy.com
NOTE A PIE' DI PAGINA

1 Simone Weil non era un genio, ma sapeva bene cosa significasse esserlo: il proprio fratello lo era! Un portento della matematica. Apparendo sempre dinanzi agli occhi dei familiari come quella “venuta male”, Simone Weil dovette raccogliere la poca normale intelligenza rimastale per elaborare una soluzione con cui in qualche maniera consolarsi. Concluse che “l’attenzione” era la chiave per eccellere nella propria funzione che quand’anche semplice, poteva essere risolta “genialmente” tanto più e tanto meglio avesse prestato adeguata attenzione ai particolari, al contesto.
Similmente, devo ammettere che io non sono stato particolarmente dotato dalla natura in fatto di intelligenza! Il fatto però che sin da piccolo abbia voluto prestare particolare attenzione al linguaggio, non lasciando andare bensì coltivando attentamente alcune fugaci intuizioni… mi fa oggi apparire innanzi a qualche uomo di superficie, come “intelligente”! Ma non è intelligenza “naturale” la mia; è intelligenza costruita e studiata a tavolino, in anni di pratica devozione… a se stessi.
Infatti, anche io per molto tempo sono passato in famiglia come “quello scemo”! E poichè persino Maria de Filippi ebbe una esperienza analoga con sua madre, che la prendeva per “stupida”, potremmo dedurne che questa presunta intelligenza, quando non innata e veramente geniale, è veramente una umana scelta, o meglio, uno strumento di difesa dell’intelletto umano dinanzi a precoci aggressioni verbali da parte di vicini e congiunti.

2 Ma come per i luoghi, essi non comparivano sistematicamente e con piglio giornalistico, ma solo per “arrontondare” il racconto, alleggerendone l’esposizione.